Casanuova di Nittardi “Vigna Doghessa”
La nuova annata incontra l’arte di Chun Kwang Young
Castellina in Chianti, dicembre 2025 – Da oltre quattro decenni, ogni annata del Chianti Classico Casanuova di Nittardi porta due firme: una che nasce dai vigneti e dalle cantine di Nittardi, e una che proviene dallo studio di un artista di fama internazionale. La prima appartiene ai Nittardiani, il cui lavoro preciso e appassionato in vigna e in cantina dà forma al carattere del vino. La seconda è quella dell’artista che ogni anno crea l’etichetta e la carta velina che avvolge la bottiglia, mantenendo viva la connessione tra vino e arte.
Le uve del Casanuova di Nittardi provengono dalla Vigna Doghessa, un vigneto situato a 450 metri di altitudine, su suoli di Galestro e Alberese, la cui struttura sassosa dona al vino finezza, eleganza, profondità e una chiara impronta minerale. “Il vino è un’opera d’arte vivente”, afferma Peter Femfert, gallerista e fondatore di Nittardi insieme alla moglie Stefania Canali. “Un grande vino e una grande opera d’arte sono più di un prodotto: sono un’espressione di cultura, passione ed emozione.”
Per l’annata 2023, Nittardi ha invitato Chun Kwang Young, artista sudcoreano di fama internazionale, celebre per le sue poetiche opere in carta composte da migliaia di frammenti piegati a mano. Le sue composizioni fondono tradizione e spirito del tempo, filosofia orientale ed estetica occidentale. “Le mie opere sono formate da innumerevoli piccoli elementi che insieme creano un insieme armonioso – proprio come nel vino, dove tante sfumature diverse si uniscono in un’unica perfetta armonia,” spiega l’artista. La sua etichetta per il Casanuova di Nittardi 2023 riflette questo principio: forme organiche, delicate sfumature cromatiche e un sottile dialogo tra luce e ombra, tra materia ed emozione.

L’annata 2023
“Il 2023 è stato un anno di contrasti,” ricorda Léon Femfert, che gestisce la tenuta. “Un inverno mite e una primavera piovosa ci hanno richiesto grande attenzione per portare in cantina uve perfettamente sane. L’estate, poi, è stata calda e equilibrata. Il risultato sono uve di eccezionale equilibrio e grande precisione aromatica.” La qualità dell’annata è eccellente, anche se la quantità è stata leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti. Il Casanuova di Nittardi 2023 si presenta di un brillante rosso rubino, con profumi di ciliegia, lampone e viola, accompagnati da eleganti note erbacee e speziate. Al palato è setoso, nitido e minerale, con tannini morbidi e un finale lungo – un Chianti Classico tradizionale, ma con finezza moderna.
Accanto al Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa Chianti Classico, per l’annata 2023 è stata realizzata una selezione speciale delle migliori uve del vigneto, vinificate e affinate separatamente. Questo vino è stato imbottigliato per la prima volta come Casanuova di Nittardi Chianti Classico Riserva, in un’edizione limitata esclusivamente in formato magnum. Per questa versione, l’artista ha creato una terza opera dedicata, applicata sulla bottiglia con un’etichetta in rilievo: un vero e proprio Gesamtkunstwerk, un’opera d’arte totale che unisce vino, materia e idea.
L’artista
Chun Kwang Young, nato in Corea del Sud nel 1944, è considerato uno dei più importanti artisti contemporanei asiatici. La sua celebre serie Aggregations è composta da innumerevoli piccoli pacchetti, ciascuno avvolto singolarmente in carta Hanji fatta a mano e assemblato in composizioni tridimensionali. Le sue opere sono presenti in musei prestigiosi come il British Museum, il Seoul Museum of Art e lo Smithsonian American Art Museum. L’arte di Chun rappresenta pazienza, equilibrio e armonia interiore – valori che riflettono perfettamente la filosofia di Nittardi.
La tenuta Nittardi
Nittardi coltiva 40 ettari di vigneti tra Castellina in Chianti e la Maremma ed è certificata biologica dal 2014. La sua gamma comprende il Chianti Classico Nittardi Gran Selezione, il Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa, e i vini maremmani Ad Astra, Nectar Dei, BEN e Cosmo. Nel XVI secolo la tenuta apparteneva a Michelangelo Buonarroti, che inviava il vino di Nittardi a Papa Paolo III a Roma – un simbolo di quel legame profondo tra arte e vino che ancora oggi è al cuore dell’identità di Nittardi.











